La storia di Antonella

Gentilissima Dottoressa Negrini,

la ringrazio per la sua risposta personalizzata.
In primo luogo perchè davvero non speravo di riceverla,  e in secondo luogo per aver chiarito il dubbio che avevo sul fare o no i plantari e i relativi 4 esami necessari alla loro produzione.
Spero di non abusare nel suo tempo, scrivedo ancora qualche rigo.
Io sono una studentessa universitaria, e lavoro per mantenermi agli studi, affrontare la spesa di radiografia, esami di appoggio del piede e relativi plantari sarebbe stata una spesa non indifferente.
Inoltre, avevo la sensazione che ci fosse un interesse da parte del posturologo, perchè mi ha dato la terapia senza pensarci neanche un attimo, in modo automatico (“Il mio amico Ortenzio le farà i plantari, gli esami invece lì può fare direttamente da me in studio, mi raccomando, io ci sono SOLO il martedì”), triste ma vero.
Io mi impegno per salvaguardare la mia salute come posso, perchè la genetica e le necessità quotidiane (come studiare seduti molte ore al giorno, o lavorare stando in piedi e spostando pesi altrettante ore) hanno un peso rilevante sulla qualità della vita dell’individuo, ed è impensabile che non avvenga un naturale decadimento fisico, però doversi anche districare tra medici opportunisti scoraggia terribilmente, oltretutto a volte peggiorano la situazione lasciando il paziente invalido a vita.
E’ triste che molti, moltissimi medici, abbiano sviluppato una corazza verso il paziente, che lo visitino pensando solo in che gruppo di malati metterlo, per dargli la terapia più comunemente accettata, senza pensare all’individuo singolo e alle sue individuali necessità.
Sono d’accordo con voi quando dite che la cura va fatta a misura di paziente, poichè ci possono essere 100 pazienti che mediamente hanno un certo disturbo ma a seconda della statistica che uso per valutare questo valor medio può benissimo succedere che NEMMENO UN PAZIENTE abbia effettivamente quel disturbo. E’ come voler dire che 10 persone con la testa nel forno acceso e le gambe in una bacinella d’acqua e ghiaccio abbiano una temperatura media di 36,5°C, peccato che nessuna delle 10 persone ha effettivamente quella temperatura corporea.
Insomma volevo ringraziarvi per la professionalità e l’umanità con cui svolgete il vostro lavoro, traspare dal vostro sito e anche dalla schiettezza con cui sfatate miti redditizi per quelli del vostro stesso settore.
Grazie davvero, i medici dovrebbero essere tutti così.
Le auguro un buon pomeriggio e un buon inizio di primavera.

Antonella