Ad ogni inizio di anno scolastico, il peso dello zaino torna a preoccupare molti genitori: può fare male alla schiena, alterare la postura o favorire problemi alla colonna?
Per anni si è discusso del possibile rapporto tra peso dello zaino, postura, mal di schiena e deformità vertebrali, spesso indicando soglie precise da non superare.
ISICO si occupa di questo tema da molti anni e in passato ha contribuito direttamente alla ricerca sul rapporto tra zaino scolastico e schiena, con dati che hanno aiutato a ridimensionare alcuni timori e a distinguere una corretta attenzione da un allarmismo eccessivo.
«Per capire meglio che cosa accade realmente alla colonna vertebrale mentre un bambino porta lo zaino, abbiamo preso in considerazione i risultati di uno studio recentemente pubblicato sull’European Spine Journal – spiega Michela Ciminello, fisioterapista di ISICO –. I ricercatori hanno osservato direttamente le modificazioni dell’allineamento della colonna attraverso radiografie a figura intera eseguite in posizione eretta, confrontando diverse condizioni di carico».
Cosa succede alla schiena quando aumenta il peso dello zaino?
Lo studio ha coinvolto 65 bambini sani in età scolare, sottoposti a radiografie della colonna completa in piedi in tre diverse condizioni: senza zaino, con un carico pari al 10-15% del peso corporeo e con un carico maggiore, corrispondente in media a circa il 19%.
In questo modo i ricercatori hanno potuto osservare come cambia l’assetto della colonna e del bacino all’aumentare del peso. In particolare, hanno valutato quanto il tronco tende a spostarsi in avanti, oltre alle variazioni della cifosi toracica, della lordosi lombare e dell’inclinazione del bacino.
L’analisi non si è limitata però alla fotografia del momento. Sono state considerate anche alcune abitudini quotidiane, come il peso dello zaino normalmente utilizzato e il tempo impiegato per raggiungere la scuola, insieme alla forza di presa della mano, la cosiddetta grip strength, utilizzata come indicatore della forza fisica.
Gli adattamenti sono soprattutto temporanei, nessuna modifica alla postura
Uno dei dati più interessanti riguarda ciò che accade quando lo zaino viene tolto. Nel campione analizzato, né il peso abitualmente trasportato né la durata del tragitto casa-scuola sono risultati associati a differenze nell’allineamento della colonna osservato senza carico. Un dato che non supporta l’idea che l’uso quotidiano dello zaino determini, di per sé, modificazioni permanenti della postura.
Quando invece lo zaino è sulle spalle, il corpo si adatta al carico. All’aumentare del peso il tronco tende a spostarsi maggiormente in avanti e aumenta lievemente la cifosi toracica, mentre la regione lombare mostra variazioni più contenute.
«È importante distinguere questi adattamenti momentanei da una vera alterazione strutturale – sottolinea Ciminello –. Vedere un bambino inclinarsi in avanti mentre porta uno zaino pesante non significa automaticamente che la sua schiena si stia modificando o “rovinando”: è innanzitutto una risposta biomeccanica al carico».
Lo studio ha individuato intorno al 16% del peso corporeo il valore che meglio distingueva i bambini che, sotto carico, presentavano uno sbilanciamento anteriore significativo del tronco. Per fare un esempio, per un bambino di 30 kg il 16% corrisponde a circa 4,8 kg.
«Non dobbiamo però interpretare questa percentuale come un limite rigido valido per tutti – precisa Ciminello – È piuttosto un riferimento che emerge da questo studio e che dovrà essere approfondito da ulteriori ricerche».
I dati mostrano che, all’aumentare del peso dello zaino rispetto al peso corporeo, cresce in modo significativo anche il rischio di uno sbilanciamento anteriore del tronco.
La forza fisica fa la differenza
Ed è proprio qui che emerge un altro dato interessante. Una maggiore grip strength risultava associata a una minore tendenza allo sbilanciamento in avanti sotto carico.
«Questo dato ci ricorda che non conta soltanto quanto pesa lo zaino, ma anche la capacità fisica del bambino di gestire il carico – aggiunge Ciminello –. I bambini con una maggiore forza generale hanno mostrato infatti una minore tendenza a sbilanciarsi in avanti».
Per i genitori, quindi, il messaggio è duplice: da una parte è sensato evitare zaini inutilmente pesanti e considerare il 15-16% del peso corporeo come un riferimento pratico; dall’altra, non bisogna concentrare tutta l’attenzione sulla cartella.
«Il messaggio più interessante è forse proprio questo – conclude Ciminello – oltre a controllare il peso dello zaino, promuoviamo movimento e attività fisica. Una buona efficienza fisica aiuta i bambini ad affrontare meglio anche i carichi della vita di tutti i giorni».
Vademecum ISICO: zaino e schiena a scuola
- Evitiamo il peso inutile: libri e materiale non necessari possono rimanere a casa o a scuola quando possibile.
- Il 15-16% del peso corporeo può essere un riferimento pratico, non una soglia rigida valida per tutti.
- Osservare un bambino che si inclina in avanti sotto il peso dello zaino non significa che la sua schiena si stia deformando: è un adattamento momentaneo al carico.
- Lo zaino non causa la scoliosi.
- Movimento e attività fisica contano: una buona efficienza fisica aiuta i bambini a gestire meglio anche i carichi quotidiani.
- Se il peso dello zaino provoca dolore persistente o difficoltà, è opportuno capire perché, senza attribuirlo automaticamente alla postura o alla cartella.


