Dopo il mal di schiena, il dolore cervicale è uno dei disturbi muscoloscheletrici più frequenti. Ogni anno interessa oltre una persona su tre, soprattutto donne e persone di mezza età.
Sebbene la maggior parte degli episodi si risolva spontaneamente, circa il 50% dei pazienti continua a soffrire di dolore persistente o di recidive, con ripercussioni sulla qualità della vita e sulle normali attività quotidiane.
Ma quando è davvero il caso di preoccuparsi? E quali sono le cure che hanno dimostrato di funzionare?
Il primo passo: la visita
“Non tutti i dolori cervicali sono uguali e non richiedono gli stessi trattamenti”, sottolinea la dott.ssa Maria Chiara Reitano, fisiatra specialista di Isico. “Per questo una visita accurata è fondamentale: attraverso l’anamnesi e l’esame obiettivo possiamo capire se il dolore ha origine nelle strutture del collo, come muscoli, legamenti e articolazioni, oppure se è legato al coinvolgimento di una radice nervosa”.
La valutazione clinica permette inoltre di riconoscere eventuali “campanelli d’allarme” (red flags), cioè segni o sintomi che possono indicare la presenza di patologie più serie e rendere necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.
Quando servono davvero radiografia e risonanza?
Molti pazienti pensano che, in presenza di dolore cervicale, sia necessario eseguire subito una radiografia o una risonanza magnetica. In realtà non è sempre così.
“Gli esami strumentali devono essere prescritti solo quando possono fornire informazioni utili per la diagnosi o modificare il percorso terapeutico”, spiega la dott.ssa Reitano. “La radiografia può essere indicata per valutare l’allineamento della colonna cervicale e la presenza di alterazioni degenerative, come l’artrosi, ma non è necessaria in tutti i pazienti”.
Ancora più importante è il corretto utilizzo della risonanza magnetica.
Numerosi studi dimostrano infatti che questo esame può evidenziare ernie, protrusioni o altre alterazioni della colonna anche in persone che non presentano alcun sintomo.
Per questo motivo la risonanza non dovrebbe essere prescritta di routine, ma riservata a situazioni specifiche, come la presenza di deficit neurologici, un dolore che non migliora con le cure appropriate o quando si sta valutando un trattamento interventistico o chirurgico.
Quali trattamenti funzionano davvero?
Le evidenze scientifiche indicano che, nella maggior parte dei casi, il trattamento del dolore cervicale dovrebbe iniziare con un approccio conservativo, basato sul movimento, sugli esercizi mirati e sulla fisioterapia.
“L’attività fisica mirata e la fisioterapia rappresentano oggi le strategie che hanno dimostrato i maggiori benefici nel controllo del dolore e nel recupero della funzionalità nel lungo periodo”, spiega la dott.ssa Reitano. “L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma aiutare la persona a tornare alle proprie attività quotidiane e prevenire le recidive“.
I farmaci possono essere utili in alcune situazioni specifiche, ma non rappresentano la soluzione del problema. Ad esempio, i miorilassanti trovano indicazione soprattutto nelle fasi acute, quando il dolore è accompagnato da un marcato spasmo muscolare.
Più limitate, invece, sono le evidenze a favore delle infiltrazioni epidurali di corticosteroidi e della denervazione con radiofrequenza, che vengono prese in considerazione solo in casi selezionati.
Anche la chirurgia non rappresenta la soluzione per la maggior parte dei pazienti.
Può essere indicata in presenza di radicolopatia o mielopatia severe, soprattutto quando sono presenti deficit neurologici, ma nelle forme più comuni di cervicalgia i risultati a lungo termine non si dimostrano superiori a quelli ottenuti con un trattamento conservativo ben impostato.
“Non tutti i dolori cervicali richiedono esami strumentali, farmaci o trattamenti invasivi”, conclude la dott.ssa Reitano. “Nella maggior parte dei casi una diagnosi accurata, un percorso riabilitativo personalizzato e il mantenimento di uno stile di vita attivo rappresentano la strategia più efficace per ridurre il dolore, recuperare la funzionalità e prevenire ricadute”.
In sintesi
✔️ Nella maggior parte dei casi il dolore cervicale migliora senza trattamenti invasivi.
✔️ Una visita accurata è il primo passo per scegliere la terapia più adatta.
✔️ Radiografia e risonanza non sono sempre necessarie.
✔️ Movimento, esercizi mirati e fisioterapia rappresentano il trattamento di prima scelta nella maggior parte dei pazienti.
✔️ Farmaci e chirurgia hanno indicazioni specifiche e non sono la risposta per tutti.
Riferimenti bibliografici
- Epidemiology, diagnosis, and treatment of neck pain. Cohen SP. Mayo Clin Proc. 2015 Feb;90(2):284-99.
- Neck pain: epidemiology trends and risk factors. BMC Musculoskeletal Disorder. 2022 Jan 3;23(1):26.
- Evidence based treatment recommendation for neck e low back pain across Europe: a systematic review of guidelines. Eur.J.Pa. 2021 Feb;25(2):275-295. doi: 10.1002/ejp.1679. Epub 2020 Nov 12.


