Stefano Negrini, Direttore Scientifico di ISICO, è vincitore ex-aequo con Christopher Maher (Australia) della quarta edizione del premio quadriennale King Salman International Award for Disability Research, nella categoria Rehabilitation and Social Sciences, forse il più prestigioso riconoscimento int
Dopo un processo di valutazione durato sei mesi, sono stati selezionati prima i dieci migliori candidati per ciascuna categoria, successivamente tre finalisti e quindi i vincitori.
Il premio riconosce il valore e l’impatto di una carriera scientifica costruita attraverso anni di ricerca, collaborazione internazionale e impegno per una riabilitazione sempre più fondata sulle evidenze, con particolare attenzione alla scoliosi idiopatica.
Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università degli Studi di Milano, Stefano Negrini è fondatore ed ex direttore di CochraneRehab, collaborando a lungo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per raccogliere le migliori prove scientifiche per le decisioni sulla salute globale in ambito riabilitativo. Ha inoltre fondato e ricoperto ruoli di primo piano all’interno di SOSORT, la Società internazionale per il trattamento riabilitativo ed ortopedico della scoliosi, contribuendo allo sviluppo e alla diffusione internazionale della ricerca in riabilitazione. Da diversi anni è inoltre incluso nella classifica Stanford/Elsevier del 2% degli scienziati più citati al mondo, considerando tutti i settori scientifici, un dato che riflette ulteriormente l’impatto internazionale della sua attività di ricerca.
«Uno dei premi più importanti nel campo della riabilitazione»: così Stefano ha descritto questo riconoscimento. Una definizione che rende bene la portata di un premio che celebra non un singolo studio, ma il contributo e l’impatto globale di un’intera carriera scientifica. «Sono profondamente grato a ISICO, a tutti i miei colleghi e collaboratori e ai pazienti che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla mia crescita personale, professionale e come ricercatore. È anche grazie a questo percorso condiviso se oggi ho potuto raggiungere un traguardo così importante»


