Una nuova analisi della letteratura scientifica internazionale sulla riabilitazione della scoliosi, pubblicata nel 2026, colloca ISICO al primo posto tra le istituzioni per numero di pubblicazioni nel dataset analizzato.
Lo studio ha preso in esame 308 articoli e revisioni scientifiche prodotti da 540 istituzioni e 1.392 autori. Tra i ricercatori, Stefano Negrini, direttore scientifico di ISICO, risulta primo per numero di pubblicazioni e anche l’autore più co-citato. Fabio Zaina, fisiatra specialista ISICO, è secondo per numero di pubblicazioni, seguito da Michele Romano, direttore Fisioterapia Isico.
Ma perché un risultato di questo tipo dovrebbe interessare una persona con scoliosi o la famiglia di un ragazzo che sta affrontando un percorso di cura?
Dalla ricerca alla cura quotidiana
Da anni ISICO si prende cura di migliaia di pazienti, dai bambini agli adulti, seguendo in particolare persone con scoliosi e altre deformità vertebrali, ma anche pazienti con differenti problematiche della colonna.
Questa esperienza clinica ampia e continuativa ha contribuito a fare di ISICO un centro di riferimento per il trattamento conservativo delle patologie vertebrali, nel quale attività clinica, ricerca e formazione procedono insieme.
Nella scoliosi, infatti, non esiste un trattamento uguale per tutti. A seconda dell’età, della crescita residua, delle caratteristiche e dell’evoluzione della curva, il percorso può prevedere il monitoraggio, gli esercizi fisioterapici specifici per la scoliosi, il trattamento con corsetto oppure l’integrazione di più strategie.
La ricerca serve proprio a questo: verificare nel tempo i risultati dei trattamenti, capire quali strategie funzionano meglio e modificare la pratica clinica quando i dati indicano una strada più efficace o meno limitante per il paziente.
Quando la ricerca cambia concretamente il trattamento
Nel corso degli anni, la ricerca ha contribuito a far evolvere diversi aspetti del modo in cui ISICO tratta la scoliosi.
Un esempio è SEAS – Scientific Exercises Approach to Scoliosis, l’approccio agli esercizi fisioterapici specifici sviluppato e continuamente aggiornato sulla base delle evidenze scientifiche e dell’esperienza clinica. Gli studi hanno contribuito anche a confermare l’importanza di integrare il trattamento con corsetto con esercizi specifici, lavorando non solo sulla correzione della deformità, ma anche sulla funzione, sul controllo attivo della postura e sulla capacità del paziente di gestire la propria schiena nella vita quotidiana.
Un altro passaggio importante ha riguardato il corsetto Sforzesco. I dati raccolti e pubblicati da ISICO hanno mostrato risultati comparabili a quelli ottenuti con il trattamento in gesso. Questo ci ha permesso da anni di eliminare il ricorso al gesso dalla propria pratica clinica, sostituendolo con un corsetto che lascia al paziente una maggiore libertà nella vita quotidiana e permette di continuare anche le attività sportive.
Più recentemente, la ricerca ha contribuito ad ampliare l’attenzione oltre l’età della crescita: la scoliosi non termina necessariamente con la fine dell’adolescenza. Da qui l’importanza di continuare a monitorarne l’evoluzione anche nell’età adulta e di intervenire rapidamente quando necessario.
Sono esempi concreti di come la ricerca non resti confinata alle pubblicazioni scientifiche, ma possa tradursi in trattamenti più mirati, meno invasivi e più compatibili con la vita delle persone.
Esercizi e corsetto: due ambiti in cui emerge la ricerca ISICO
Il nuovo studio del 2026 non è un risultato isolato. Un’analisi pubblicata nel 2024 sulla terapia con esercizi per la scoliosi idiopatica dell’adolescente ha rilevato che ISICO risultava prima per numero complessivo di citazioni nel dataset analizzato e prima a pari merito per numero di pubblicazioni. Cinque ricercatori ISICO figuravano inoltre tra i dieci autori più prolifici.
Un altro studio dello stesso anno, dedicato al trattamento con corsetto, ha collocato Stefano Negrini al secondo posto e Fabio Zaina al terzo tra gli autori con il maggior numero di pubblicazioni nel dataset analizzato. Negrini risultava inoltre il terzo autore più co-citato.
Infine, una più ampia analisi del 2025 sul trattamento della scoliosi idiopatica adolescenziale, comprendente sia gli approcci conservativi sia quelli chirurgici, ha evidenziato un altro risultato significativo: le linee guida internazionali SOSORT 2016, firmate da Stefano Negrini come primo autore, sono risultate il lavoro più co-citato del dataset. Anche le precedenti linee guida SOSORT del 2011 compaiono tra i dieci lavori più co-citati.
Quattro studi indipendenti, un quadro che si ripete
«Il valore di una singola classifica è sempre relativo, perché ogni studio bibliometrico si basa su uno specifico dataset, un determinato periodo e una precisa domanda di ricerca – commenta Stefano Negrini, direttore scientifico di ISICO –. Ciò che è più interessante è la convergenza di quattro analisi indipendenti, dedicate ad ambiti diversi della ricerca sulla scoliosi, che individuano ripetutamente ISICO, i suoi ricercatori o i loro lavori tra i contributi più produttivi, citati o influenti. Per noi questo ha un significato particolare perché la ricerca è da sempre parte integrante dell’attività clinica: ci permette di verificare i nostri approcci, contribuire allo sviluppo delle conoscenze e continuare a migliorare la cura dei pazienti».
Le analisi bibliometriche non stabiliscono quale sia il centro che “cura meglio” la scoliosi. Misurano aspetti specifici dell’attività scientifica, come il numero di pubblicazioni, le citazioni ricevute e la diffusione di determinati lavori all’interno della comunità scientifica.
Il fatto che quattro analisi indipendenti, dedicate ad ambiti differenti, facciano emergere ripetutamente ISICO, i suoi ricercatori o i loro lavori scientifici rappresenta però un riscontro esterno e verificabile del contributo dell’Istituto alla ricerca internazionale sulla scoliosi.
Cosa significa per un paziente?
Significa entrare in una realtà nella quale l’esperienza clinica di migliaia di pazienti e la ricerca scientifica alimentano continuamente l’una l’altra.
I dati raccolti nella pratica clinica diventano domande di ricerca; i risultati degli studi possono modificare i trattamenti; quello che impariamo viene riportato nella cura quotidiana.
È questo, più del primato in una singola classifica, il valore della ricerca per chi si affida a ISICO: continuare a mettere alla prova ciò che facciamo, migliorarlo e cercare soluzioni sempre più efficaci e sostenibili per le persone che curiamo.
Bibliografia
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