Scoliosi: cosa fare? La nostra guida pratica

Scoliosi: cosa fare?

YouTube player

Ricevere una diagnosi di scoliosi può creare molta incertezza: è necessario intervenire subito? Peggiorerà? Servirà il corsetto? Non esiste una risposta unica: ogni scoliosi è diversa e il trattamento dipende da età, entità della curva e rischio di evoluzione. Ti spieghiamo in modo semplice cosa fare nei diversi casi, quali sono le opzioni di trattamento e quando è necessario intervenire.

Scoliosi: cos'è e come evolve

La scoliosi è una deviazione tridimensionale della colonna vertebrale.

Nella maggior parte dei casi non provoca dolore e non ha sintomi evidenti, tanto che la patologia viene individuata spesso casualmente da un osservatore esterno o tramite attività di screening.

Mentre alcune scoliosi rimangono stabili nel tempo, altre tendono a peggiorare durante la crescita, soprattutto fino alla fine della maturità ossea, (circa 16-18 anni), richiedendo interventi mirati al fine di stabilizzare la curva o di limitarne la progressione. Si tratta infatti di una condizione che può evolvere nel tempo, soprattutto durante la fase chiamata “spinta puberale”. 

È molto importante dunque individuare la scoliosi il prima possibile e stabilirne correttamente il rischio evolutivo.

I segnali principali che potrebbero indicare la necessità di prenotare una prima valutazione specialistica sono:

1
Una spalla più alta dell'altra
2
Il bacino non allineato
3
Una "gobba" quando ti pieghi in avanti

Le principali opzioni di trattamento

Controlli periodici
Nei casi più lievi, è sufficiente il monitoraggio nel tempo effettuato dello specialista. In questi casi non è necessario alcun trattamento attivo.
Fisioterapia ed esercizi specifici
Nei casi lievi o moderati, è necessario intraprendere un programma di esercizi specifici personalizzati, con il fine di ottenere un miglioramento del controllo posturale e una riduzione del rischio di peggioramento.
Per saperne di più
Corsetto
Nei casi con maggiore rischio evolutivo, potrebbe essere necessario indossare il corsetto durante la crescita, con l'obiettivo di bloccare o rallentare il peggioramento. La terapia in corsetto viene sempre abbinata agli esercizi specifici.
Scopri di più
Chirurgia
Solo nei casi più gravi, cioè quando la curva è molto importante o continua a peggiorare nonostante il trattamento, potrebbe essere necessario ricorrere all'intervento chirurgico.
Previous
Next

Si può guarire dalla scoliosi?

Dalla scoliosi non si guarisce, se per "guarire" si intende tornare a una colonna perfettamente dritta, tranne in casi eccezionali.
In generale, l'obiettivo della terapia è mantenere la curva sotto controllo, evitandone o limitandone il peggioramento e permettendo così di vivere una vita "normale".

Cosa NON fare

Alcuni errori comuni sono:
- aspettare troppo prima di fare una valutazione;
- affidarsi a esercizi generici non personalizzati;
- cercare soluzioni “miracolose”.
La scoliosi richiede un approccio mirato e progressivo, stabilito da un professionista e creato su misura per il paziente.

Cosa fare

Se hai un dubbio o hai ricevuto una diagnosi di scoliosi non è necessario allarmarsi, ma è importante iniziare a muoversi nella direzione giusta. Una valutazione specialistica è il primo passo per individuare il percorso di trattamento più adatto, ed è particolarmente importante agire in fretta durante la crescita, quando il rischio evolutivo è più elevato.

Prenota ora la tua visita

Rivolgiti alla sede più vicina fra le oltre trenta presenti in Italia e prenota una valutazione con uno dei nostri specialisti.

FAQ - Domande frequenti

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una torsione della colonna nei tre piani dello spazio. In pratica la colonna si avvolge su se stessa come una molla.

La scoliosi si aggrava soprattutto nel periodo della crescita, e in modo particolare in corrispondenza della spinta puberale (10-13 anni nelle femmine, 12-15 anni nei maschi), fino al termine della maturazione ossea (1-2 anni dopo il termine della crescita staturale). Non esistono sintomi come solitamente definiti. Guardate la schiena dei vostri figli soprattutto nel periodo di maggior rischio, e fatelo con un test molto semplice, chiamato test di Adams, o bending test (test della flessione anteriore).

Vai al nostro screening online!

La fine della terapia non implica che la scoliosi sia guarita, dato che dalla scoliosi non si guarisce. Guarire vorrebbe dire tornare a zero gradi, cosa che è realmente eccezionale, ma ciò che conta in realtà è avere una curva lieve anche se la colonna non è perfettamente dritta. La terapia della scoliosi finisce al termine della crescita ossea, a parte i casi gravi scoperti molto tardi o quei casi in cui la maturazione ossea è più lenta della media. A quel punto si entra nella fase del monitoraggio, con controlli periodici ogni anno, biennali o triennali a seconda dell’entità. Se a un certo punto la scoliosi inizia a peggiorare ci sono 2 possibilità: sottoporsi all’intervento, oppure mettersi a fare regolarmente esercizi specifici per mantenere la situazione stabile.

Gli esercizi specifici per la scoliosi sono il primo step che applichiamo con pazienti con curve lievi (sotto i 15°) e che poi, nel caso di curve più gravi (generalmente oltre i 20°), abbiniamo al corsetto. Gli esercizi hanno difatti la capacità di allenare il fisico pur non sostituendosi al corsetto là dove è richiesto. In Isico utilizziamo l’approccio  Seas (Approccio Scientifico con Esercizi alla Scoliosi) che è in continua evoluzione in base alla ricerca scientifica.

Il corsetto viene prescritto solitamente in presenza di curve significative (di solito oltre i 20°-25°) e considerando il potenziale di crescita e quindi di aggravamento della scoliosi. Questo potenziale viene valutato in base allo stadio di crescita ossea del paziente.

Quando è inevitabile, ossia quando non si è riusciti a curare la scoliosi con metodi non chirurgici, quando supera livelli che possono creare problemi al paziente per il resto della sua vita, e il paziente e la famiglia lo accettano.

Purtroppo con la scoliosi non c’è garanzia di risultato. Secondo la nostra esperienza non ci sono praticamente problemi a controllare curve sotto i 30° scoperte in età adolescenziale (diverso il caso delle scoliosi infantili e giovanili, che peggiorano invece quasi sempre in pubertà nonostante il trattamento). Oltre i 50° invece i possibili peggioramenti nonostante un trattamento ben fatto sono comuni. Il problema quando si hanno più di 50° di curva è che non basta stabilizzare, ma si deve migliorare. Questo è possibile, ma costa molta fatica, corsetti fatti perfettamente, usati al meglio, ed esercizi corretti e ben adattati al trattamento (ossia integrati perfettamente con il corsetto). Tra i 30° e 50° il peggioramento è comunque molto raro (ben al di sotto di 1 caso su 100 – sempre che si lavori bene), ma è sempre possibile, purtroppo.

È importante andare dal proprio medico o pediatra di famiglia subito, soprattutto se si è nel periodo di crescita rapida. Il problema è infatti che la scoliosi è una patologia che evolve, a volte anche molto rapidamente, particolarmente nel periodo della pubertà: in quel momento, se non si è più che tempestivi, si corre il rischio di trovarsi di fronte a una scoliosi grave che richiede poi trattamenti molto più impegnativi.

Il medico di famiglia, se riscontra la scoliosi, darà indicazione per una visita con un medico specialista della colonna, come i medici di Isico: attenzione perché non tutti i fisiatri o gli ortopedici lo sono, e purtroppo chi si occupa magari di artrosi o di traumatologia e vede solo raramente bambini con problemi alla schiena corre il rischio di sbagliare molto più facilmente. I medici di Isico sono specializzati proprio nelle patologie della colonna.

Oggi non esistono prove circa l’efficacia dell’osteopatia come terapia della scoliosi. Chi utilizza l’osteopatia nel campo della scoliosi come unica arma si assume un rischio considerevole, poiché lo fa senza aver verificato la reale efficacia di quello che sta facendo, o se lo ha fatto non ha poi pubblicato i dati al fine di far crescere l’intera comunità scientifica. Sicuramente la strada dell’osteopatia appare molto più affascinante e più facile di quella del corsetto. Qualcuno propone invece l’associazione dell’osteopatia agli altri trattamenti, non come alternativa ma come arma in più. Anche in questo caso non è possibile dire con certezza se ci possano essere dei vantaggi. Ultimo commento: quanto detto per l’osteopatia vale anche per la chiropratica e tutte le metodiche di medicina manuale, come appare da un lavoro di revisione della letteratura pubblicato qualche tempo fa dal nostro gruppo.

Medicina è tutto ciò che si muove in ambito scientifico, con verifica dei risultati, e “non scientifico” tutto il resto. E un paziente dovrebbe fidarsi solo di chi si muove in ambito scientifico: tra questi non ci sono i Metodi, che per definizione sono basati sulle idee del loro inventore, che spesso è persona carismatica e di grandi capacità, ma questo non basta. Meziéres, Souchard (o Rieducazione Po-sturale Globale, o Campo Chiuso, o Posturale), Bertelè, Pancafit, Sohier, ID (I-stituto Duchenne) sono solo alcuni dei Metodi confrontatisi con la scoliosi sulla base delle idee di chi li ha inventati e non sulla base delle conoscenze scientifiche.

Sì, lo consigliamo vivamente perché la scoliosi è una patologia caratterizzata da familiarità, cioè dalla tendenza a presentarsi con maggiore frequenza in chi abbia parenti stretti che ne sono colpiti. A questo si aggiunge che quanto prima si individuano eventuali problemi, tanto meno aggressive possono essere le terapie da adottare. Per questo Isico consiglia a chi abbia fratelli e sorelle di età inferiore ai 15 anni di effettuare uno screening preventivo, da ripetere una volta all’anno.

Approfondimenti
Che cos'è la scoliosi?
Dove siamo
Trova la sede più vicina
Notizie correlate