Otto persone su dieci hanno sofferto almeno una volta nella vita di mal di schiena, e per molte di loro il dolore tende a ripresentarsi nel tempo.
La lombalgia è una delle principali cause di limitazione nelle attività quotidiane e di assenza dal lavoro, soprattutto tra i 40 e i 60 anni. Nonostante la sua diffusione, il mal di schiena non è una condizione con cui “imparare a convivere”: nella maggior parte dei casi può essere gestito efficacemente con un approccio attivo, mirato e personalizzato.
Il programma Schiena Attiva ISICO nasce proprio con questo obiettivo: aiutare le persone con lombalgia e patologie della colonna vertebrale a tornare a muoversi in modo sicuro e consapevole, recuperando funzione, autonomia e qualità della vita. Una vita attiva, poco sedentaria, fa bene alle ossa, ai muscoli, alle articolazioni e anche al benessere psicologico, anche quando il corpo invecchia.
Quando compare il dolore, però, è comune ridurre il movimento per paura di peggiorare la situazione. Le evidenze scientifiche mostrano invece che, se correttamente guidato, il movimento è parte integrante della cura.
L’approccio di ISICO
Il nostro approccio, congnitivo-comportamentale, è basato su esercizi: la persona viene accompagnata a superare la paura del movimento e a comprendere che muoversi può fare bene anche quando, nelle fasi iniziali, il dolore sembra aumentare.
Con il supporto del fisioterapista è fondamentale, imparare a non evitare il dolore, ma a interpretarlo correttamente.
Non tutti i segnali che arrivano dalla schiena hanno lo stesso significato:
- a volte il dolore è un campanello d’allarme: un segnale che il corpo ci invia per chiederci rispetto e un momento di “riposo relativo”, senza però cadere nell’immobilità totale.
- altre volte, invece, il dolore è una barriera da sfidare: in questi casi, l’unico modo per ridurlo è proprio attivarsi. Andare “oltre” il fastidio iniziale permette al sistema nervoso di ricalibrarsi: più ci muoviamo in modo corretto, più la soglia del dolore si alza e il sintomo si riduce.
Gli esercizi sono organizzati secondo una logica progressiva, a gradini, in cui ogni fase rappresenta la naturale evoluzione della precedente. In base alle condizioni cliniche e agli obiettivi individuali, il percorso consente di risalire gradualmente la “scala” della forma fisica, unica strada per ottenere un miglioramento stabile.
Il programma include esercizi di recupero della mobilità, di rinforzo muscolare e di miglioramento del controllo del movimento e, quando indicato per il dolore, terapia manuale e trattamento dei trigger point. La progressione è lenta, graduale ma costante ed è sempre adattata alla situazione specifica della persona.
Il team multidisciplinare ISICO guida e supporta il paziente senza sostituirsi a lui, favorendo l’acquisizione di competenze che permettono di gestire la propria schiena in autonomia nel tempo.
Sebbene sia frequentemente associato alla lombalgia, Schiena Attiva è indicato anche in presenza di altre condizioni della colonna vertebrale con sintomi dolorosi, tra cui:
- osteoporosi
- ernia del disco
- scoliosi
- sciatica, sciatalgia e cruralgia
- cervicalgia e dorsalgia
- fratture vertebrali
- spondilolistesi
- stenosi del canale vertebrale
- esiti di colpo di frusta
- sintomatologia artrosica
Come funziona Schiena attiva
Il percorso prevede sedute individuali durante le quali la persona apprende esercizi specifici e riceve indicazioni pratiche per la gestione della schiena nella vita quotidiana. Dopo ogni seduta, gli esercizi possono essere svolti in autonomia a casa, permettendo continuità e sostenibilità del trattamento. Le sedute hanno una durata variabile tra i 45 e i 90 minuti e sono distribuite nel tempo, generalmente con intervalli tra una e quattro settimane, secondo un piano costruito su misura.
L’obiettivo di Schiena Attiva non è solo la riduzione o la scomparsa del dolore, ma il raggiungimento di una migliore condizione fisica generale, che si traduce in una migliore qualità della vita. Per ISICO, prendersi cura della schiena significa aiutare le persone a non dipendere da una terapia, ma a diventare attive, consapevoli e autonome nella gestione della propria salute.