Fisioterapia: esercizi specifici per la scoliosi, quando servono e cosa aspettarsi

Fisioterapia: esercizi specifici per la scoliosi

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La fisioterapia è uno dei trattamenti principali per la scoliosi, ma spesso non è chiaro quando sia davvero utile e cosa ci si debba aspettare. Ti spieghiamo quando è indicata, come funziona e quali risultati è possibile ottenere.

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Quando serve
La fisioterapia può essere utile in diverse situazioni:
- nelle scoliosi lievi, come trattamento principale;
- nelle scoliosi in crescita, per ridurre il rischio di peggioramento;
- in associazione al corsetto, per migliorarne l’efficacia;
- negli adulti, per gestire dolore e postura.
Il trattamento viene sempre adattato alla situazione clinica.
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Per quanto tempo
La fisioterapia per la scoliosi non è un intervento “a breve termine”. In genere, si inizia con una fase di apprendimento degli esercizi, si prosegue con un lavoro autonomo a casa, e si effettuano controlli periodici per adattare il programma. La durata complessiva dipende da età, crescita e andamento della scoliosi.

Il nostro approccio

In ISICO utilizziamo SEAS (Scientific Exercise Approach to Scoliosis), un approccio basato su evidenze scientifiche e sviluppato per adattare gli esercizi alla singola curva e alla persona.
Si tratta di un trattamento mirato con:

  • autocorrezione della postura;
  • controllo attivo della colonna;
  • stabilizzazione muscolare;
  • respirazione e coordinazione.

Dopo che lo specialista ha condiviso e spiegato gli esercizi, il paziente può svolgerli a casa in autonomia.
Ricorda: eseguire esercizi generici trovati online può essere poco efficace o, in alcuni casi, controproducente.

Per saperne di più:
Come curiamo la scoliosi

Fisioterapia o corsetto: cosa scegliere?
Per scoliosi lievi, può essere sufficiente la fisioterapia con controlli medici regolari.
Nel caso di curve più importanti, la terapia prevede l'uso combinato di corsetto ed esercizi fisioterapici specifici, da seguire con precisione e costanza. Il corsetto aiuta a correggere meccanicamente la curva e a prevenire il peggioramento, mentre gli esercizi migliorano la funzionalità della schiena e stabilizzano i risultati nel tempo.
La terapia deve essere sempre stabilita dal medico specialista in base alle caratteristiche del paziente e al rischio di peggioramento della sua scoliosi. In ogni caso, gli esercizi sono sempre fondamentali, anche quando si porta il corsetto, perché aiutano a mantenere i muscoli elastici e insegnano al corpo la posizione corretta, evitando il ritorno alla postura scorretta una volta tolto il corsetto.

Cosa aspettarsi dal trattamento con gli esercizi

Per prima cosa, è importante ricordare che l’obiettivo principale del trattamento è gestire la scoliosi nel tempo, in quanto non è possibile eliminarla completamente.

Per fare questo, la fisioterapia mira a:

  • migliorare il controllo della postura;
  • ridurre il rischio di peggioramento;
  • supportare altri trattamenti, come il corsetto;
  • migliorare la qualità della vita e, in alcuni casi, l’estetica;
  • diminuire eventuali dolori.

I risultati dipendono da diversi fattori, in particolare dalla partecipazione attiva e dalla costanza del paziente.

FAQ - Domande frequenti

Gli esercizi specifici per la scoliosi sono il primo step che applichiamo con pazienti con curve lievi (sotto i 15°) e che poi, nel caso di curve più gravi (generalmente oltre i 20°), abbiniamo al corsetto. Gli esercizi hanno difatti la capacità di allenare il fisico pur non sostituendosi al corsetto là dove è richiesto. In Isico utilizziamo l’approccio  Seas (Approccio Scientifico con Esercizi alla Scoliosi) che è in continua evoluzione in base alla ricerca scientifica.

Tanti utilizzano tecniche a volte inutili, a volte addirittura dannose per i pazienti con scoliosi. Spesso queste tecniche si nascondono dietro grandi nomi, non di rado stranieri: da Mézières a Souchard, dalla Rieducazione Posturale Globale all’osteopatia, per giungere alla chiropratica, alle manipolazioni di diverso genere, al Sohier, al Klapp, ai vari byte, plantari su misura, spessori e cunei assurdi, ma anche i massaggi, le elettrostimolazioni e tutte le tecniche passive.

Alla base ci sono i principi dei maestri ispiratori e non le necessità della patologia e soprattutto del paziente, in questo modo si possono provocare dei grandi danni: in primo luogo ai pazienti e poi alla serietà di chi lavora bene anche con gli esercizi.

In letteratura ci sono numerosi lavori pubblicati che sostengono l’utilità degli esercizi. Di certo sappiamo che gli esercizi corretti, come quelli proposti da ISICO su rigorose basi scientifiche teoriche e secondo le attuali prove di efficacia in letteratura medica, sono sia una prevenzione quando la scoliosi è lieve sia un elemento essenziale per ottenere un risultato finale ottimale quando si indossa un corsetto.

Il corsetto viene prescritto solitamente in presenza di curve significative (di solito oltre i 20°-25°) e considerando il potenziale di crescita e quindi di aggravamento della scoliosi. Questo potenziale viene valutato in base allo stadio di crescita ossea del paziente.

La fine della terapia non implica che la scoliosi sia guarita, dato che dalla scoliosi non si guarisce. Guarire vorrebbe dire tornare a zero gradi, cosa che è realmente eccezionale, ma ciò che conta in realtà è avere una curva lieve anche se la colonna non è perfettamente dritta. La terapia della scoliosi finisce al termine della crescita ossea, a parte i casi gravi scoperti molto tardi o quei casi in cui la maturazione ossea è più lenta della media. A quel punto si entra nella fase del monitoraggio, con controlli periodici ogni anno, biennali o triennali a seconda dell’entità. Se a un certo punto la scoliosi inizia a peggiorare ci sono 2 possibilità: sottoporsi all’intervento, oppure mettersi a fare regolarmente esercizi specifici per mantenere la situazione stabile.

Purtroppo con la scoliosi non c’è garanzia di risultato. Secondo la nostra esperienza non ci sono praticamente problemi a controllare curve sotto i 30° scoperte in età adolescenziale (diverso il caso delle scoliosi infantili e giovanili, che peggiorano invece quasi sempre in pubertà nonostante il trattamento). Oltre i 50° invece i possibili peggioramenti nonostante un trattamento ben fatto sono comuni. Il problema quando si hanno più di 50° di curva è che non basta stabilizzare, ma si deve migliorare. Questo è possibile, ma costa molta fatica, corsetti fatti perfettamente, usati al meglio, ed esercizi corretti e ben adattati al trattamento (ossia integrati perfettamente con il corsetto). Tra i 30° e 50° il peggioramento è comunque molto raro (ben al di sotto di 1 caso su 100 – sempre che si lavori bene), ma è sempre possibile, purtroppo.

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