Corsetto Maguelone e Lapadula

Sono diversi i problemi sagittali che riguardano la colonna vertebrale nell’adolescente: dalle ipercifosi toraciche strutturate, alle cifosi giunzionali, alle cifosi lombari. Nei casi più gravi o quando la maturazione scheletrica è già in una fase avanzata, la ginnastica posturale può non essere sufficiente.
E’ necessario allora ricorrere a corsetti dedicati e diversi in relazione alla patologia. Il Lapadula si conferma un corsetto estremamente versatile in grado di essere applicato nelle sue varianti a diversi problemi sagittali. Il Maguelone è invece un’efficace soluzione nel caso di ipercifosi classica.

Il Maguelone nell’ipercifosi classica

La scelta del corsetto è strettamente correlata alle caratteristiche della scoliosi. In termini generali è però possibile suddividere le ortesi dedicate ai problemi sagittali della colonna vertebrale in due macrocategorie: i corsetti LSO che raggiungono ma non comprendono le scapole e TLSO che includono anche il torace e arrivano a livello delle ascelle.

Nel caso di ipercifosi classica, cioè di un’accentuazione della curva cifotica, il Maguelone, un corsetto in polietilene e acciaio è molto utilizzato: si caratterizza per le due spinte in acciaio costituite da forcelle acromiali posizionate tra l’omero e la clavicola, da entrambi i lati. Posteriormente è presente una placca in policarbonato a livello dorsale – abbastanza ampia per evitare una pressione troppo localizzata – che deve essere posizionata all’apice della cifosi, e una placca analoga posizionata a livello del sacro.

Le due placche sono raccordate da 2-3 aste in acciaio o alluminio mentre la parte anteriore e la parte posteriore sono raccordate da fibbie di plastica con regolazioni da ambo i lati per allargare o stringere il corsetto. Il concetto della correzione è quello classico dei tre punti, con una spinta anteriore a livello acromiale, una sul dorso all’apice della cifosi e una sulla pancia mentre posteriormente a livello dell’apice del dorso, del pancino e del sacro.

È un corsetto che dà buoni risultati, conferendo spinte efficaci, va però individuato sia il corretto posizionamento sia la tensione ottimale: il paziente deve essere sì spinto in correzione ma deve anche avere la possibilità di staccarsi attivamente dalle forcelle acromiali per evitare piaghe da decubito.

Il Lapadula: un corsetto versatile

Il Lapadula si è dimostrato un corsetto efficace per tutti quei problemi della parte bassa della colonna vertebrale come cifosi giunzionali o ipercifosi giunzionali, grazie alla sua modulabilità in relazione alle esigenze.

È un corsetto univalva in polietilene che può montare, esattamente come il Maguelone, delle forcelle acromiali. L’utilizzo di queste ultime dipende dal quadro clinico del paziente. Se quest’ultimo è affetto da un’ipercifosi lunga – quindi l’apice della cifosi non è localizzata a livello toracico bensì nel passaggio dorso-lombare, il Lapadula è sicuramente il corsetto di elezione. Generalmente si tiene alto fino alle scapole, le quali vengono incluse. Si posizionano quindi le forcelle acromiale e si modella il passaggio dorso-lombare.
Il corsetto è più o meno spanciato in relazione alla lordosi residua del paziente; arriva all’attaccatura dei pettorali o delle mammelle, al fine di un contenimento anche anteriore. Il petto sarà aperto, la parte posteriore potrà poi essere rinforzata, in caso di necessità, con barre in duralluminio. 

Il Lapadula viene usato anche per cifosi lombare, cifosi alte, spondilolistesi, cifosi giunzionale, e per lordosi.

In caso di scoliosi lombare si modella in senso correttivo il piano frontale,  segnando maggiormente il fianco dove si localizza la convessità della curva scoliotica e posizionando un pad di spinta in plastazote. In caso di spondilolistesi, il bacino è modellato in retroversione, si posiziona poi una spinta sacrale e una spinta sovrapubica o sotto-ombelicale.

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