Il mal di schiena sul lavoro: la Back School

La back school è nata nei lontani anni '70 in Svezia. Ma oggi si propone ancora quella Back School?

Sono rimasti i principi fondamentali, educazione ed esercizi, ma sono cambiati molto i contenuti.
Gli esercizi per esempio sono cambiati moltissimo, perché si è scoperto che quelli originali potevano andare bene per alcuni pazienti, ma non per altri. Inoltre, si è anche scoperto che le Back School andavano meglio sul posto di lavoro piuttosto che proposta in maniera indifferenziata ad un paziente visitato in ospedale: in realtà ciò avviene perché sul posto di lavoro si possono personalizzare le indicazioni rispetto alle esigenze lavorative di ciascuno. E ricordiamo che lavoriamo in modo ripetitivo almeno 40 ore alla settimana: quindi è proprio il lavoro il maggiore stress per la schiena.
Di conseguenza oggi sappiamo che la Back School deve essere un trattamento personalizzato.

Allora la Back School non è più un trattamento di gruppo, ma è diventato individuale ?

Più che individuale è corretto dire individualizzato. Si può infatti trattare il paziente in piccoli gruppi proponendo a ciascuno gli esercizi necessari per lui; per quanto riguarda poi l'ergonomia lavorativa, si possono fare dei gruppi di Back School unificati per caratteristiche lavorative dei pazienti: lavoro fisicamente impegnativo, lavoro d'ufficio e casalinghe.

Ma l'ergonomia significa solo lavorare sugli arredamenti dell'ufficio?

In realtà una volta era proprio così. Potremmo però dire che l'ergonomia ha anch'essa assunto un volto umano, ossia si occupa dell'interazione tra l'oggetto di arredamento e l'uomo: non sempre infatti si può adattare il mobilio (pensiamo per esempio ad una situazione industriale particolare) e peraltro anche la migliore sedia ergonomica può essere usata male e quindi far venire il mal di schiena.

Accanto al mobilio, in ufficio c'è però anche l'interazione con gli strumenti. Da qualche anno il computer regna sovrano: questo ha risolto o aumentato i problemi?

Dal punto di vista lavorativo ha certamente incrementato la produttività. Dal punto di vista della schiena però ha imposto un altro vincolo importante, perché a questo punto quasi tutti non riescono più a muoversi dalla loro posizione al computer. Inoltre il computer, la cui immagine ci appare stabile e continua, ha una frequenza di vibrazione dell'immagine a cui i nostri occhi sono sensibili.

Abbiamo parlato sinora di posizioni corrette. Ed il movimento?

Il movimento resta essenziale. Anche la posizione più corretta fa venire il mal di schiena se mantenuta a lungo.
La schiena infatti vive con il movimento e di movimento. Quindi la pausa caffè è un'usanza utile per la schiena, oltre che per la testa, ed incrementa la produttività perché fa stare meglio.
Ma in realtà ci si dovrebbe muovere ogni mezz'ora circa, sfruttando ogni occasione come lo squillo di un telefono o l'arrivo di un collega.


(A cura della Direzione Scientifica e Tecnica - Ultimo aggiornamento 10/11/2007)