Il mal di schiena (lombalgia)

È difficile trovare chi non sappia cos’è il mal di schiena, almeno com’è difficile trovare chi non sappia cos’è il raffreddore. È infatti un evento normale per l’uomo, scotto pagato all’acquisizione troppo recente (pochi millenni) della posizione eretta; con l’aggiunta che oggi l’homo non è più erectus, ma sedutus.

Di certo, chi è piegato in due dal dolore è convinto che qualcosa si sia rotto per sempre. Per fortuna non è così: di solito in pochi giorni tutto (o quasi) si risistema e si riprendono le proprie attività … almeno fino alla ricaduta successiva! Il dolore è infatti un preciso messaggio da cogliere: il rapporto ideale tra sforzi quotidiani (stare seduti a lungo è uno dei peggiori) e capacità di affrontarli (derivante da una buona condizione fisica) si è sbilanciato.

La ricetta? Movimento regolare. Eppure, anche chi si muove sul lavoro ha mal di schiena. Non ci si deve far ingannare: l’attività fisica allena, mentre la casalinga, il camionista, il muratore o l’infermiere, usurano la schiena nella ripetitività dei gesti professionali. Sul lavoro è determinante usare bene il proprio corpo: i principi ergonomici della legge 626 sono fondamentali, ma ci vuole sempre un’educazione. Anche la miglior sedia o il più valido utensile possono essere usati male: una Ferrari non rende certo tutti bravi piloti…

Tennis proibito, nuoto consigliato? Ginnastica dolce sì, aerobica no? Stretching e non body-building? In realtà, non esiste l’attività ideale: tutte hanno pregi e difetti; proibire spinge solo a non far più nulla. L’attività migliore si sposa con le necessità familiari e professionali, altrimenti dura poco. L’attività migliore è quella che piace: con una medicina amara ci si può curare, ma la si abbandona appena possibile. Il movimento deve essere uno svago: anche questo serve al fisico. Sempre con l’avvertenza della pratica regolare, dell’inizio graduale e progressivo, della presenza di una buona guida che potete trovare in Isico. Senza farsi intimorire da qualche dolore iniziale: passa in fretta e poi ci sono solo benefici.

Il movimento non solo previene il dolore, ma addirittura favorisce la guarigione. È ormai una certezza: mettersi a letto con il mal di schiena a volte dà sollievo, ma non cura. Meglio continuare a muoversi, anche a lavorare: ci si deve riguardare, ma continuare la propria vita, sia pure con qualche difficoltà, fa star meglio e guarire più in fretta. Se questo non succede, si vada dal proprio medico per una buona visita: serve più di tante radiazioni (radiografie, o peggio TAC) spesso inutili. Se necessario, il medico indicherà uno specialista della colonna come quelli di Isico che, escluse le rarissime situazioni chirurgiche, guiderà ad un recupero corretto del movimento. Perché è proprio il movimento la medicina più efficace contro il mal di schiena. Anche nelle terapie migliori.

Altri approfondimenti sul sito del Gruppo di Studio della Scoliosi e delle Patologie Vertebrali.


(A cura della Direzione Scientifica e Tecnica - Ultimo aggiornamento 10/05/2008)