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Se il collo fa di testa sua... Poche regole per sconfiggere la cervicalgia

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Può colpire per stress, una postura poco corretta, un movimento brusco o uno sforzo inadeguato, oppure a causa di disturbi di articolazioni circostanti quali la temporo mandibolare, craniocervicale o a carico delle spalle. Seconda solo alla lombalgia, la cervicalgia è tra i disturbi più diffusi.

La percentuale di incidenza varia a seconda degli studi e dell’età delle popolazioni considerate, approssimativamente circa il 50% della popolazione adulta può sperimentare episodi di cervicalgia nell’arco di un anno.
Tra i soggetti più giovani è più frequente tra le donne, con l’avanzare dell’età anche gli uomini vengono colpiti nella stessa misura. Si parla di cervicalgia comune come di un dolore a livello del collo che si irradia fino alle spalle e nella maggior parte dei casi (80-85%) è imputabile a un'alterazione non grave, che interessa le muscolo tendinee situate nella regione delle prime vertebre della colonna.

Combattere la sedentarietà

"Se si escludono traumi meccanici particolari, fra le principali cause ci sono di sicuro sedentarietà, stress, fatica muscolare e postura - spiega la dott.ssa Sabrina Donzelli, fisiatra di Isico - facciamo un esempio: nel caso di lavoro al computer mantenere a lungo la stessa posizione può risultare un fattore negativo, tanto che in presenza di una postura prolungata per oltre un'ora sarebbe necessario e consigliabile alzarsi e variare.
Inoltre il monitor dovrebbe essere tenuto di fronte, perché uno schermo di lato con tastiera di fronte costituisce un rischio maggiore di contratture, il mouse invece dovrebbe essere vicino alla tastiera per permettere al braccio di stare in appoggio completo.
Infine non va sottovalutata l'ergonomia della seduta: l’ideale è una sedia regolabile in altezza, dotata di uno schienale regolabile con i braccioli per permettere l’appoggio dei gomiti che favorisce il rilassamento di spalle e braccia”.

Il primo consiglio è cercare di tamponare i rischi di un lavoro sedentario prendendosi piccole pause e variando la propria posizione. Mantenere la muscolatura di sostegno forte ed elastica e assicurare una buona mobilità del collo previene le ricadute dolorose e garantisce la funzionalità necessaria per le attività della vita quotidiana.

Quando si è costretti a mantenere per lungo tempo posizioni obbligate, con il capo flesso anteriormente o ruotato di lato, si sottopone la muscolatura di sostegno del collo a un sovraccarico funzionale eccessivo, generando fatica muscolare che si trasforma in una contrattura persistente e dolorosa della muscolatura.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 10 Dicembre 2012 15:29 )
 

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